PIAZZA SEMPIONE:

UN MUNICIPIO "A MISURA D'UOMO".


 [di Alessandro Quinti]



[Un Municipio, una città

 

Piazza Sempione - progettata all’inizio degli anni ’20 del Novecento dall’architetto Gustavo Giannoni - rappresenta senza alcun dubbio il cuore dello storico quartiere Montesacro di Roma. La sua architettura “a misura d’uomo” colpisce il visitatore e rimanda alla vita quotidiana dei piccoli centri, dei borghi dove i rapporti umani hanno ancora - vogliamo sperare - un sapore diverso, antico, fatto di semplicità e piccole quanto piacevoli abitudini. Non a caso il complesso architettonico nacque per accogliere, nell’ordine, delegazione municipale, botteghe, scuola, poste e telegrafo. La statua della Madonna posta al centro della Piazza è del 1948. 

Soffermiamoci dunque sul Palazzo pubblico - principale sede amministrativa dapprima della IV Circoscrizione, poi divenuta IV Municipio e successivamente, dopo gli accorpamenti, III Municipio capitolino - coevo della Piazza, ma realizzato da Innocenzo Sabbatini, dipendente dell’I. C. P. (Istituto Case Popolari). Da segnalare, per completezza, che le XX Circoscrizioni di un tempo sono state poi trasformate, nel 2013, nei XV Municipi odierni.

Il Palazzo pubblico, dicevo, è un edificio in stile rustico medievale - come tutta la Piazza del resto - di quattro piani: l’ultimo, realizzato negli anni ’50 ha ospitato il Liceo Classico Orazio. È caratterizzato da un orologio posto sulla sommità di una torre. L’ingresso invece è impreziosito da uno splendido porticato alle cui estremità si trovano due archetti che accedono, attraverso brevi sottopassaggi, alle vie laterali. Pochi passi, piccoli magici percorsi, scorci improvvisi, che cambiano colore nelle varie ore della giornata, ancor più suggestivi al tramonto, con in sottofondo l’inconfondibile garrire delle rondini che ci ricordano l’arrivo della primavera. Ma ogni stagione può riservare alla Piazza e ai suoi abitanti - residenti o di passaggio - infinite emozioni, quante le sfumature dei principali colori contenuti nella classica tavolozza.    

Senza andare troppo nel dettaglio, ciò che vogliamo sottolineare, utilizzando i cenni storici appena ricordati, è l’identità - e i simboli architettonici e istituzionali - di un territorio che costituisce una vera peculiarità all’interno dell’immensa Città Eterna.

La bellezza e la collocazione naturale del Palazzo pubblico ispirano pertanto l'idea di una buona politica, quella fatta vicino ai cittadini, dalla loro parte, al loro fianco. Una politica che include, che ascolta, che non dimentica e che, soprattutto, agisce per il “buon senso comune”. Inoltre la dicitura di mini-sindaco e di mini-assessori, unitamente a quella di parlamentino, contribuiscono a dare la misura del ruolo che incarna questa Istituzione e dell’impegno richiesto per esercitare esaurientemente le intrinseche funzioni amministrative nonché politiche. I Municipi sono infatti la struttura portante del Campidoglio, le sue capillari derivazioni burocratiche: caleidoscopio delle infinite anime e identità capitoline, cartine di tornasole e crogiuolo di proposte e critiche.

E quindi, in conclusione, ci auguriamo e ci aspettiamo il meglio, sotto ogni punto di vista, dagli attuali, così come dai futuri, inquilini di Piazza Sempione. Perché l'ambito lo merita veramente.