15 anni senza Giorgio Gaber: l’intramontabile “Signor G”. 

 

Per il pubblico italiano - che lo chiamava affettuosamente il "Signor G" (dal nome del suo alter ego teatrale) - ma soprattutto per i critici è stato l’ultimo intellettuale di una generazione ormai estinta.

Giorgio Gaber (1939-2003): il ritratto di un artista a 360 gradi che ha dato il meglio di sé con il rock e con la scrittura teatrale, in televisione o sul palcoscenico. 

 

Giorgio Gaber, al secolo Giorgio Gaberscik, è nato a Milano il 25 gennaio del 1939.

Qualsiasi definizione va stretta a un personaggio simile, affettuosamente chiamato “il Signor G” dai suoi estimatori. È stato un grande cantautore, attore e commediografo, ma anche un chitarrista di vaglia, interprete della prima canzone rock in italiano (nell’anno 1958, Ciao ti dirò).

Molto apprezzate sono state anche le sue performance come autore e attore teatrale: iniziatore, assieme a Sandro Luporini, del genere denominato “teatro canzone”.

A Giorgio Gaber è dedicato il rinnovato auditorium sotterraneo del Grattacielo Pirelli, a Milano.

Figlio di una famiglia piccolo-borghese di origini istriane, Gaber iniziò a suonare a causa di un infortunio alla mano che imponeva un'attività costante e non pericolosa ai fini della rieducazione motoria. Considerato che lo stato generale di salute del bimbo non era tra i migliori e che il fratello maggiore Marcello suonava la chitarra, si pensò di avviarlo allo strumento. L'idea diede buoni risultati, sia sotto il profilo medico che sotto quello artistico, visto che a 14 anni Gaber viene scritturato per un veglione di capodanno, riscuotendo il primo cachet di 1.000 lire.

Iniziò perciò a frequentare il Santa Tecla, un locale di Milano in cui ebbe modo di conoscere i cantanti e i musicisti più noti e promettenti dell'epoca, fra i quali Luigi Tenco, Gianfranco Reverberi, Adriano Celentano, Ricky Gianco e Mogol, che gli procurò un contratto per la Ricordi. Suonò poi nei gruppi rock Rocky Mountains Old Time Stompers (dove sostituì Tony Dallara, che aveva intrapreso la carriera solista) e Rolling Crew.

Dato che sia Tenco che Gaber non erano ancora iscritti alla SIAE, richiesero il deposito della canzone Ciao ti dirò (ispirata a "Jailhouse Rock" di Elvis Presley), che risulta firmata da Giorgio Calabrese e Giampiero Reverberi, anche se composta dai due. I due composero poi altri brani insieme, sviluppando parallelamente anche un’intensa amicizia.

Nel 1958 Gaber e Tenco parteciparono, insieme a Adriano Celentano, Enzo Jannacci, Paolo Tomelleri e Gianfranco Reverberi, a una tournée in Germania dai molti risvolti curiosi.

Con Enzo Jannacci formò un duo, I due corsari, che debuttò alla fine del 1958 con due flexy-disc, Come facette mammata (un classico della canzone umoristica napoletana) e Non occupatemi il telefono, e proseguì l'anno successivo con altri 45 giri, incisi per la Dischi Ricordi, fino a pubblicare nel 1960 il loro primo album, Giorgio Gaber - Enzo Jannacci.

Dopo un sodalizio sentimentale-artistico con la cantante e attrice Maria Monti, nel 1965 Gaber sposa Ombretta Colli, allora studentessa di lingue orientali (cinese e russo) all'Università Statale di Milano.

Partecipò a quattro edizioni di Sanremo (1961 "Benzina e cerini"; 1964 "Così felice"; 1966 "Mai, mai, mai Valentina"; 1967 "… E allora dai!")

Nel 1969 lanciò uno dei suoi successi più noti, "Com'è bella la città", esempio di inserimento di tematiche sociali (tuttora attualissime, peraltro) nella canzone. L'anno successivo, al Piccolo teatro di Milano, si presentò con la prima felice edizione de "Il Signor G", un recital che avrebbe portato in molte piazze italiane nelle numerose ripetute edizioni.

Nel 1974 gli viene consegnato il Premio Tenco nella prima edizione della rassegna musicale. - Ha ricevuto anche la Targa Tenco nel 2001 per il brano La razza in estinzione e nel 2003 per l'album Io non mi sento italiano -.

 

Questo fu il momento di svolta nella sua carriera: rinunciò all'enorme successo televisivo che aveva raggiunto per iniziare il suo percorso teatrale, portando la "canzone a teatro" (creando dunque il genere del teatro canzone).

Ricomparirà in televisione solo negli anni '90, con un paio di partecipazioni a spettacoli di intrattenimento di massa (in una occasione eseguirà Pressione bassa e in un'altra Il dilemma, pezzi certamente non di facile ascolto, senza minimamente lasciarsi prendere dal gioco dell'autocitazione con annesso medley rievocativo), probabilmente come gesto di affetto e rispetto per il suo pubblico che non sempre era in condizione di seguirlo nelle sue performance teatrali.

Infine, già segnato dalla malattia, comparirà nel 2001 in un programma di e con il vecchio amico Adriano Celentano, insieme ad Antonio Albanese, Dario Fo e lo stesso Celentano in una surreale partita a carte.

Da tempo malato, si è spento nel giorno di Capodanno del 2003 nella sua casa di campagna a Montemagno, in Toscana.

Acuto osservatore del costume, autore mai banale e sempre originale, con una visione particolarmente orientata verso temi sociali, Gaber è stato capace di combinare l'ironia con la melodia. Ha subìto reiterati (ma vani) tentativi di etichettatura politica, ma lo sguardo di Gaber sulla società, sul costume e sulla politica, ha sempre mostrato un profondo spirito critico, capace di colpire amaramente ogni ideologia. 

 

25/12/2017