Il crollo del Muro di Berlino 

 

9 novembre 1989: il crollo del Muro, l’agonia della Germania dell’Est, il sogno della riunificazione.

Una stagione che ha cambiato l’Europa. 

 

La sera del 9 novembre 1989 il Muro di Berlino - che dal 13 agosto del 1961 divideva in due la città per evitare il flusso dei profughi dal settore est a quello ovest - viene smantellato dalla folla.

Poco prima, il Politburo della Germania Est aveva decretato la riapertura del Muro, ma l’annuncio produce effetti ben oltre le previsioni e travolge il vertice comunista della Repubblica Democratica Tedesca. Da tempo la popolazione era in fermento: la Sed (il partito di unità socialista) aveva appoggiato la Cina per la strage di Tienanmen, si dimostrava indifferente alla Perestrojka di Gorbaciov e al cammino di riforma dei Paesi dell’Est.

Crolla dunque il Muro di Berlino: cade il cosiddetto “Muro della vergogna” al grido “Libertà, libertà!” di decine di migliaia di tedeschi dell’Est, accolti in un grande abbraccio dai fratelli dell’Ovest, tra fiumi di birra gratis offerta dai locali.

La notizia rimbalza sui telegiornali di tutto il mondo: scorrono le prime immagini di festa che concludono una rivoluzione silenziosa iniziata mesi prima e che aveva portato alla caduta del leader comunista Erich Honecker, fedelissimo di Mosca. Ma l’evento del 9 novembre, in realtà, nasce per caso.

Incalzato dalle domande del giornalista dell’ANSA da Berlino Est, Riccardo Ehrman, il ministro della Propaganda della DDR (Deutsche Demokratische Republik), Günter Schabowski, ammette di avere ricevuto l’ordine di lasciare attraversare il confine ai cittadini dell’Est, previo regolare permesso, ma ignora la data esatta dell’esecutività dell’ordine.

Tuttavia, nel dubbio, dichiara che la direttiva ha effetto immediato: la notizia viene subito rilanciata dalla televisione entrando così nelle case di milioni di tedeschi.

È il segnale del “via libera”, che dopo 28 anni spalanca un orizzonte diverso per i berlinesi e per il mondo intero, che in quel muro ha sempre visto il simbolo della guerra fredda e della divisione tra due blocchi contrapposti.

Ai soldati di guardia dei famigerati checkpoint, sparsi lungo la “cortina di ferro”, non resta quindi che far passare il fiume di persone che vi si riversa, senza alcuna possibilità di identificazione.

Nel luglio dell’anno seguente il crollo del Muro sarà festeggiato dal maxi concerto di Roger Waters (ex bassista dei Pink Floyd), con l’esecuzione dal vivo di “The Wall”.

L’abbattimento ufficiale inizierà il 13 giugno del 1990, ma già da molto prima migliaia di persone picconeranno in più punti il Muro per portarsi a casa un pezzo di Storia.

Alla fine dei 160 chilometri di cemento rimarranno solo alcuni punti lasciati come monumento di un’epoca storica e un memoriale, per ricordare le 170 persone che furono uccise dai militari durante il disperato tentativo di attraversare il confine, innalzato dall’Unione Sovietica il 13 agosto del 1961.

Nel 2005 il 9 novembre sarà dichiarato dal Parlamento Italiano “Giorno della Libertà”, a simboleggiare la liberazione dei popoli dall’oppressione dei totalitarismi.