18 aprile 1948: le prime elezioni dell’Italia repubblicana. 

 

Appena pochi anni dopo la Liberazione si determinava, com’è noto, una svolta nella vita politica italiana. Si concludeva l’esperienza della collaborazione fra i tre partiti di massa - DC, PSI e PCI - e iniziava il lungo periodo della contrapposizione frontale e della mobilitazione anticomunista, sullo sfondo internazionale della guerra fredda. Fu quindi in un contesto di crescente conflittualità che si andò verso le elezioni politiche del 18 aprile 1948 per formare il primo Parlamento repubblicano. Su sollecitazione socialista, le sinistre confluirono in un unico raggruppamento, il Fronte popolare, con il simbolo di Garibaldi. Contro il Fronte si sviluppò un’intensa mobilitazione, a cui contribuirono anzitutto i cattolici: lo stesso Pio XII lanciò appelli accorati e i Comitati civici di Gedda impegnarono capillarmente parrocchie e associazioni. A favore della DC si schierarono organizzazioni industriali ma anche sindacalisti cattolici, gruppi conservatori ma anche ambienti democratici. Il paese si divise in quello che apparve uno scontro di civiltà e una battaglia decisiva per il futuro dell’Italia. Il clima di quella campagna - in cui per la prima volta i partiti fecero largo ricorso alla cartellonistica e alla propaganda “on the road” - avrebbe condizionato per molti anni la vicenda politica italiana. La contrapposizione tra comunismo e anticomunismo è stata infatti per decenni il tema dominante di tutte le tornate elettorali.  

Con 12.740.040 preferenze (48%) prevalse la DC, mentre il Fronte popolare si fermò a poco più di otto milioni di voti (31%); terza l’Unità socialista con il 7% e molto più distaccate le altre liste. La polarizzazione del voto espresso dagli italiani - la percentuale di dispersione fu tra le più basse in assoluto - consegnò pertanto allo “scudo crociato” la maggioranza assoluta alla Camera dei deputati (305 su 574) e al Senato (131 su 237).

Con il quinto governo De Gasperi, che aprì all’alleanza con PRI, PSDI e Liberali, iniziò dunque l’ultraquarantennale parabola governativa della DC, in cui giocarono un ruolo determinante l’adesione al blocco occidentale guidato dagli Stati Uniti d’America - in funzione anticomunista - ed il sostegno del mondo cattolico.

Il resto è Storia.